Piccoli oggetti, grandi storie

Le Pulciuova

Le  Pulciuova di Artèmia
Le Pulciuova di Artèmia

Le uova, forse anche per la loro forma e sostanza molto particolare, hanno sempre rivestito un ruolo unico, quello del simbolo della vita in sé, ma anche del mistero e della sacralità. La tradizione di regalare uova a Pasqua ha origini lontane : lo scambio di uova coincideva con l’avvento della primavera e rappresentava la celebrazione del rinnovamento della natura.

Molti attribuiscono l’origine del nome ad una delle leggende legata alla sua nascita: la madre era un gallinaceo e lui è nato da un uovo. Il nome Pulcinella deriva quindi da “pulcinello” ovvero “Piccolo pulcino”. Una certa assonanza c’è con il verso da lui prodotto tramite la “pivetta” (piccolo strumento metallico spesso usato, posizionato in prossimità della gola) a quello del piccolo gallinaceo: un pigolio leggero e insistente. Le Pulciuova di Artèmia narrano, tra il serio e il giocoso, la storia delle origini della maschera napoletana.

L'Asso di Bastoni

Asso di Bastoni
Asso di Bastoni

Le Carte Napoletane, ancora oggi, attingono i loro significati e le relative interpretazioni dall’antica tradizione partenopea.

L’Asso di bastoni appartiene all'elemento fuoco.
Segue i principi della crescita energetica, è l'incarnazione della forza e dello sviluppo.
E' la forza di chi detiene il comando e sa far seguire l'azione al pensiero, l'agire alla volontà stessa di agire : la concretezza, l'energia che crea.
E' il progresso, l'avventura, la sorpresa, l'evento positivo inaspettato, le potenzialità, le capacità.
E' il simbolo del comando, dell'autorità, del potere esercitato benevolmente, con sicurezza.
E' la creazione del proprio destino.

O' munaciello

O'Monaciello
O'Monaciello


 Tra le varie ipotesi sull’origine del munaciello quella più accreditata vuole l’inizio della vicenda intorno al 1445, durante il regno Aragonese. La bella Caterinella Frezza, figlia di un ricco mercante di stoffe, si innamorò del bel Stefano Mariconda, un garzone. Naturalmente l’amore tra i due era fortemente contrastato dalle famiglie, ma nonostante ciò i due continuarono a vivere segretamente momenti di gioia ineffabile. Un giorno, però, Caterinella trovò Stefano assassinato nel luogo dei loro incontri segreti. La ragazza decise di rinchiudersi in un convento dove diede alla luce un bambino, frutto di quell’amore. La piccola creatura purtroppo non crebbe molto e le suore del convento cercarono di coprire, almeno in parte, le deformità di cui soffriva, cucendogli vestiti simili a quelli monacali, muniti di cappuccio. Di qui l’appellativo di “munaciello”.
Il popolo di Napoli gli attribuì anche poteri magici, per cui quando portava il cappuccetto rosso che la madre gli aveva tagliato in un pezzetto di lana porpora, allora era buon augurio; ma quando il cappuccetto era nero, allora era cattivo augurio. Ma poiché il cappuccetto rosso compariva molto raramente, lu munaciello era bestemmiato e maledetto. Una sera scomparve misteriosamente. Ma è dalla sua morte che iniziò a diffondersi la leggenda di uno spiritello che amava addentrarsi nei vicoli e nelle case napoletane. Egli portava sciagura, ma anche benedizione, e per questo da molti veniva invocato. Da quel momento fu al contempo rispettato, temuto ed amato…"

Il Pulcicorno

Il Pulcicorno
Il Pulcicorno

Varie sono le notizie sull’epoca e sulle modalità d’uso del corno:
- Intorno al 3500 a.C., età neolitica, gli abitanti delle capanne erano soliti appendere sull’uscio della porta un corno, simbolo di fertilità. La fertilità, allora, era abbinata alla potenza e quindi al successo. Si era soliti offrire dei corni come voto alla dea Iside affinchè assistesse gli animali nella procreazione.
- Secondo la mitologia, Giove per ringraziare la sua nutrice le donò un corno dotato di poteri magici.
- Nell’età medievale il corno per portare fortuna doveva essere rosso e fatto a mano. Il rosso simboleggiava la vittoria sui nemici e doveva essere fatto a amno perché ogni talismano acquisisce poteri benefici dalle mani che lo producono.

Il corno è il referente apotropaico (allontanante) per antonomasia: simbolo della vita, che allontana un’influenza magica maligna. Secondo la scaramanzia napoletana il corno deve essere un dono quindi per portare fortuna non deve essere comprato, inoltre deve essere: rigido, cavo all’interno, a forma sinusoidale e a punta.

Strane creature